"Vogliamo sempre ciò che non abbiamo, è un bisogno umano. Pur di perseguirlo ci distruggiamo" (L. Ferrazzi)
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giovedì 11 giugno 2020
STEP #21 | N. e sue interpretazioni, etica
Nel corso della storia della filosofia vi sono state varie definizioni ed interpretazioni di necesitas, che hanno avuto un impatto diverso sulla mentalità dell'epoca per come tale concetto poteva venire inteso.
Partendo dalla definizione classica del termine (cfr. step), la parola ha il senso di un'incessante e perpetua ricerca. Appare dunque un termine connotato negativamente, poiché a chi è impegnato in tale estenuante ricerca manca sempre qualcosa ed è sempre in una condizione di bisogno.
La necessità filosofica nel senso fisico stabilisce l'ordine del mondo e le relazioni causa-effetto che lo governano (cfr. step).
Questo dunque ha risvolto positivo, stabilendo l'utilità della scienza. Come scrive Democrito, "Lo scopo dello scienziato è scoprire la successione causale tra gli eventi e tradurla in leggi che permettono non solo di spiegare i fenomeni della natura, ma anche di prevederli."
martedì 9 giugno 2020
STEP #19 | N. ed Utopia: la morale Kantiana
Per Kant la morale può essere considerata una somma ultima di tutti i comandamenti e gli obblighi che la ragione impone all'uomo.
Attraverso massime ed imperativi categorici, se ogni uomo agisse seguendo questo schema che Kant propone si giungerebbe ad un'utopico mondo perfettamente morale.
Egli costruisce una morale basata e fondata sulla ragione, quindi necessaria e universalmente valida. L'etica di Kant da quindi grande importanza all'intenzione di un'azione poiché, se dettata da ragione, è fondamento di una massima e può essere estesa ad imperativo categorico.
Vari esempi di imperativo categorico:
"agisci soltanto secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che divenga una legge universale"
"agisci in modo da trattare l’umanità, sia nella tua persona sia in quella di ogni altro, sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo."
"La volontà non è semplicemente sottoposta alla legge, ma lo è in modo da dover essere considerata auto-legislatrice e solo a questo patto sottostà alla legge."
STEP #18 | N. nella filosofia contemporanea
Tra i filosofi moderni che trattano il tema della necessità può essere citato il pensiero Kantiano: egli riprende la definizione di necessità di Parmenide (cfr. step), suddivisa successivamente da Leibnitz in 3 categorie.
1)La necessità geometrica (o logica), basata sul principio di non contraddizione che lega causa ed effetto;
1)La necessità geometrica (o logica), basata sul principio di non contraddizione che lega causa ed effetto;
2)La necessità fisica rappresenta l'ordine immutabile delle cose, del mondo fisico;
3)La necessità morale discende dall'obbligo morale di scegliere il meglio.
Egli infatti usa il termine necessario nella critica della ragion pura, analizzando i vari tipi di giudizi. I giudizi sintetici a priori, ad esempio, vengono da lui descritti come giudizi sui quali la scienza si fonda:
-Sono sintetici e non analitici, in quanto accrescono il sapere non partendo da altre conoscenze.
-Sono a priori, intesi quindi con il carattere di universalità (necessari) e sempre validi.
venerdì 15 maggio 2020
STEP #12 | N. nel pensiero moderno e medievale
Come già citato, il primo a dare un significato al termine "necessità" in ambito filosofico fu Parmenide (515 a.C./510 a.C., 544 a.C./541 a.C. – 450 a.C.) che la intende in ambito puramente logico-razionale.
Interpretazione completamente differente è quella casuale-meccanica che viene raggiunta dall'atomismo democriteo, dove la necessità dipende solamente dal moto caotico e meccanico degli atomi.
Questo dualismo tenderà a risolversi e a fondersi in un unico concetto di Necessità con il pensiero cristiano, che identifica in un unica essenza, immutabile ed eterna, realtà e razionalità.
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